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La nostra app «CondAct»: attuale, su misura e adattabile

25/05/2021

Per far familiarizzare i team dei progetti con il Codice di condotta, IdéeSport ha sviluppato l’app «CondAct» in collaborazione con due partner specializzati. Nell’intervista, Iris Zenegaglia di Triarc Labs e Simon Knoth di Somedia parlano dei pregi dell’app, delle sfide da affrontare per adeguarla al target giovanile e del modo in cui anche altre organizzazioni possono beneficiare di questo prodotto.

Per lo sviluppo dell’app la Fondazione IdéeSport si avvale del vostro sostegno. Quali sono i vostri ruoli?

Iris Zenegaglia: Triarc Labs svolge il ruolo di partner tecnico e si occupa principalmente della programmazione dell’app. Poi siamo le persone di riferimento per nuove idee ed esigenze, e ne verifichiamo anche la fattibilità tecnica. Inoltre, Triarc fornisce informazioni sulle varie possibilità dal punto di vista tecnico e porta idee allo scopo di rendere l’app più interattiva e attrattiva per gli utenti.
Simon Knoth: inizialmente abbiamo definito un piano per poter trasmettere le nozioni, che sono complesse, in modo adeguato al gruppo target. Poi si è trattato di elaborare il processo mediale di apprendimento del Codice di condotta. Questo includeva, tra le altre, le fasi di progettazione, di design della schermata, di produzione video e di scrittura delle User Story.

Perché si è deciso di creare un’app invece di un opuscolo, ad esempio, o alternative simili?

Simon Knoth: per valutare il mezzo di comunicazione più adeguato abbiamo analizzato i comportamenti di utilizzo dei media da parte del gruppo target principale: la preferenza per un’app piuttosto che per altri mezzi di comunicazione è evidente. A questo si aggiunge il fatto che l’app permette di divulgare le conoscenze in modo facile e capillare. E, non da ultimo, anche il clima gioirà per qualche albero tagliato in meno.
Iris Zenegaglia: l’app è attuale e risponde alle esigenze del target giovanile. Inoltre è interattiva, e le immagini e i video la rendono molto più attrattiva rispetto a un opuscolo. L’app ha il vantaggio di essere portatile, utilizzabile più volte ed espandibile in qualsiasi momento.

Quali sono stati i maggiori ostacoli incontrati durante il processo di sviluppo?

Simon Knoth: trovare un modo per evitare che il regolamento rendesse insicuri i/le giovani coach nello svolgimento delle loro attività. Se avesse dato adito all’idea che è meglio non svolgere il ruolo di coach perché è facile «rimanere scottati», l’app avrebbe perso la sua efficacia. Anche l’argomento trattato è complesso; ci si muove spesso in una zona grigia dove le soluzioni giuste sono più di una. E trovare il linguaggio adeguato è stata una vera sfida, anche se molto interessante.
Iris Zenegaglia: dal punto di vista tecnico non c’è stato nessun reale ostacolo. Tutto è fattibile; si tratta piuttosto di una questione di budget, che ovviamente è limitato. Come in ogni progetto, per le tempistiche e per la comunicazione è necessario accordarsi con tutti i partner, e nel processo di sviluppo questo costituisce sempre una sfida.

Quali sono i fattori di successo da tenere in considerazione per la riuscita dell’app?

Iris Zenegaglia: un/a cliente impegnato/a, una direzione del progetto competente, un forte team che si occupa dello sviluppo, idee creative, un prodotto finale di alta qualità, una buona collaborazione e una comunicazione costruttiva: questi sono i punti che ritengo determinanti.
Simon Knoth: secondo il mio punto di vista, è il gruppo target. Non importa quanto siano ben scritti i testi, quante risorse siano state impiegate per produrre i video e quanto sia tecnicamente sofisticata l’app: se tutto questo non è adeguato al mondo dei giovani e non è sintonizzato su di loro, lo strumento non avrà nessun impatto.

Molto probabilmente l’app sarà pronta a primavera 2022. Per quella data il lavoro sarà considerato concluso oppure saranno necessari continui adeguamenti? I contenuti cambiano?

Simon Knoth: a primavera 2022 l’app sarà sicuramente a buon punto e in grado di trasmettere in modo attrattivo le nozioni del Codice di condotta. Ma il mondo digitale è in rapida evoluzione e la tutela dei minori deve essere garantita a lungo termine. Quindi noi pensiamo che sia essenziale aggiornare costantemente l’app e verificare ogni anno che la modalità di trasmissione delle conoscenze sia sempre attuale.
Iris Zenegaglia: i lavori di manutenzione dell’app proseguiranno – perché è necessario garantirne il funzionamento tecnico. E sì, potrebbe anche essere necessario ampliare o modificare i contenuti.

In che modo le altre organizzazioni potranno avvantaggiarsi di questa app?

Iris Zenegaglia: le altre organizzazioni potranno adottare con un dispendio minimo l’idea di fondo e le funzionalità basilari dell’app. Infatti, l’app comporta il vantaggio di poter adeguare i contenuti alle esigenze più diverse.
Simon Knoth: molte informazioni riguardano conoscenze generiche in materia di protezione dell’infanzia, che è un argomento fondamentale anche per altre organizzazioni. Perciò l’app può essere sicuramente impiegata in altri contesti.

Cosa vi ha procurato più gioia? Quali momenti resteranno per voi un bellissimo ricordo?

Simon Knoth: mi vengono subito in mente due cose: la prima è che abbiamo avuto a che fare esclusivamente con persone fantastiche! Grazie mille cari collaboratori e care collaboratrici di IdéeSport per aver reso possibile la realizzazione di questo progetto. La seconda è stata la realizzazione dei video con i bambini e i giovani a Kreuzlingen: un’esperienza incredibilmente bella.
Iris Zenegaglia: dare vita alle idee su carta. Creare un prodotto da rendere disponibile per il download e che può essere utilizzato come esempio. Bellissimo è stato anche ricevere un riscontro molto positivo in seguito alla prima fase di test. Le comunicazioni d’errore dal punto di vista tecnico sono state poche e anche in merito ai contenuti la maggior parte dei commenti è stata positiva. Questo ci ha fatto veramente molto piacere! Anche noi desideriamo sottolineare che la collaborazione con IdéeSport è stata davvero super. La ciliegina sulla torta è il fatto che si tratta di un progetto sociale del quale noi sosteniamo molto volentieri e attivamente l’utilizzo.

Iris Zenegaglia di Triarc Labs.
Simon Knoth di Somedia.

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