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Nessuna gerarchia, ma responsabilità ben definite

16.06.2021

Il Presidente del Consiglio di Fondazione Christoph Jordi è al fianco di IdéeSport dal 2005 e la sostiene con le sue competenze in materia di consulenza e assistenza. Il percorso verso l’auto-organizzazione compiuto da IdéeSport è per lui motivo d’orgoglio: considera la Fondazione come una precorritrice, un esempio di modernità utile al mondo delle fondazioni.

Sei Presidente del Consiglio di Fondazione di IdéeSport dal 2005. Come sei arrivato a ricoprire questo ruolo, e di che cosa ti occupi principalmente?

Quando sono entrato, IdéeSport era un’associazione attiva con un nome diverso e aveva bisogno di sostegno economico, così mi è stato offerto un incarico. Da allora ho visto con gioia l’organizzazione evolversi fino a diventare una fondazione professionale, rinomata e attiva in tutta la Svizzera. Il ruolo del Consiglio di Fondazione consiste nel fornire sostegno professionale e una prospettiva dall’esterno ‒ svolgiamo una funzione consultiva in caso di questioni e nei processi decisionali, ad esempio in situazioni di crisi e se emergono problemi gravi riguardanti il personale. Il Consiglio di Fondazione ha anche un ruolo di supervisione: l’obiettivo è garantire il rispetto dello scopo della Fondazione e delle disposizioni giuridiche.

IdéeSport esiste da oltre 20 anni ed è stata a lungo strutturata in modo gerarchico. Qual è stata la motivazione che ha spinto te e gli altri membri del Consiglio di Fondazione a compiere il passo verso la modalità di lavoro agile e auto-organizzata?

Lo stimolo non è partito da noi ma dai collaboratori e dalle collaboratrici. L’imminente partenza del direttore Giorgio Panzera, ruolo che ha ricoperto per lungo tempo, ha costituito l’occasione. Eravamo molto attratti dall’idea, l’abbiamo approvata subito e da quel momento abbiamo sostenuto la Fondazione nella sua trasformazione.

Da quel momento cos’è cambiato nel lavoro del Consiglio di Fondazione?

Il lavoro all’interno del Consiglio di Fondazione non ha subìto grandi modifiche. Per noi era fondamentale che nella collaborazione con la Fondazione fosse chiaro a chi possiamo rivolgerci per le varie questioni. Questo funziona molto bene.

Eri preoccupato per lo scioglimento della direzione?

Non ho avuto vere e proprie preoccupazioni. Temevo solo un’eventuale scarsa chiarezza nell’assegnazione delle responsabilità, cosa che avrebbe impedito il flusso di informazioni; di conseguenza sarebbero venute a mancare le certezze necessarie per poter svolgere correttamente il lavoro. Per fortuna questo non si è verificato.

Ora come funziona la conduzione della fondazione?

Adesso IdéeSport è un’azienda condotta a livello collegiale: non ci sono gerarchie ma responsabilità ben definite. Questo tipo di organizzazione richiede molta fiducia e autoresponsabilità, ma permette di evitare lungaggini e fatiche inutili; la dispersione delle conoscenze è ridotta al minimo e le decisioni vengono prese dai diretti interessati. Questo permette alla Fondazione di essere flessibile e in grado di reagire: il programma «MoveYourSummer» organizzato l’anno scorso in poco tempo ne è un valido esempio (per maggiori informazioni).

In che modo il Consiglio di Fondazione garantisce lo scambio con le attività operative?

La cosa fondamentale è mantenere uno scambio regolare con i titolari di ruolo dei relativi cerchi. Con loro affrontiamo temi sempre attuali, quali strategie, finanze, portfolio offerte e personale.

Secondo te quali vantaggi e svantaggi comporta l’organizzazione agile per il Consiglio di Fondazione?

Vedo più vantaggi. Il primo è che ora le vie di comunicazione sono dirette e quindi i vari temi vengono affrontati in prima persona. Questo ci permette anche di intensificare i contatti con i collaboratori e le collaboratrici. Poi, il fatto che la trasformazione sia stata attuata con successo contribuisce positivamente alla reputazione della Fondazione, e questo ci rende orgogliosi. IdéeSport è un modello di auto-organizzazione che può tornare utile al mondo delle fondazioni dove prevalgono strutture di tipo classico.

Come vedi IdéeSport in futuro? Che cosa ci aspetta?

La nostra attività in tutta la Svizzera, nelle tre lingue nazionali, e il nostro consolidamento locale all’interno dei Comuni sono, secondo me, punti di forza che ci offrono opportunità di crescita. In futuro dovremo confrontarci con il crescente utilizzo dei media da parte dei giovani e delle giovani e con la domanda generale di comunità più sostenibili. Ma grazie alla nostra modalità agile di lavoro, per queste sfide siamo equipaggiati nel migliore dei modi.

Christoph Jordi, Presidente del Consiglio di Fondazione di IdéeSport

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